Novembre: è il mese dedicato alla lotta contro il tumore alla prostata

Novembre: è il mese dedicato alla lotta contro il tumore alla prostata

Se ottobre è stato il mese dedicato alle donne con la prevenzione del tumore al seno, novembre è il momento della lotta contro il tumore alla prostata.

Il tumore alla prostata è uno dei più diffusi tra gli uomini, dai 50 anni in su. La prevenzione è un’arma per invertire questa tendenza. Ce lo può spiegare meglio il Dott. Galantini che ha rilasciato un’intervista su questo argomento proprio perché novembre è il mese dedicato alla prevenzione di questo tumore.

Approfondite, prevenite e passate parola.

Domanda: Il cancro alla prostata è il più diffuso nella popolazione maschile. Il fattore di rischio principale è l’età, con un’alta incidenza negli uomini sopra gli 80 anni. Ci sono dei sintomi facilmente riconoscibili, che possono rappresentare un campanello d’allarme?
Risposta: Disturbi urinari, e una diagnosi in fase precoce può sicuramente aiutare. La diagnosi può essere fatta attraverso una visita con ispezione rettale, il dosaggio del PSA, un’ecografia e in casi selezionati anche con risonanza magnetica, infine conferma con biopsia.

D.: Come si cura?
R.: Con un tumore in fase iniziale si può eseguire una terapia radicale che può essere chirurgica o ricorrendo alla radioterapia. In casi di tumore a basso rischio di progressione può essere consigliata anche una sorveglianza attiva. Nel caso di un tumore avanzato sono possibili diverse combinazioni di terapie che comprendono blocco ormonale, chirurgia, radioterapia e/o chemioterapia.

D.: Parlando di prevenzione, ci sono consigli utili che possiamo condividere?
R.: Va iniziata a partire dai 50 anni se non c’è familiarità, a partire dai 45 se in famiglia c’è stato qualche caso. La prevenzione si basa sul dosaggio del PSA e visita urologica periodica. Una prevenzione primaria, come genericamente per molte neoplasie, si basa sulla regolare attività fisica, una dieta ricca di verdure e a basso consumo di cibi grassi, in particolare insaccati e cibi affumicati. La più importante rimane la prevenzione secondaria, ossia la diagnosi precoce.