Colpo di Frusta: perché la paura è il primo ostacolo da superare? - Gruppo Bonvicini Gruppe
Colpo di Frusta: perché la paura è il primo ostacolo da superare?

Colpo di Frusta: perché la paura è il primo ostacolo da superare?

Dopo un colpo di frusta, qual è il ruolo della paura nel processo di riabilitazione? Il Dott. Stephan Dal Ri – fisioterapista e responsabile del Centro di Fisioterapia della Casa di Cura Bonvicini – e la Dott.ssa Michela Beni – fisioterapista presso la stessa – rispondono a questa domanda, spiegandoci come la paura può influenzare il recupero psico-fisico e portare, nel tempo, allo sviluppo di sintomi cronici.

Fonte: “Colpo di frusta: il ruolo della paura nella cronicizzazione”, autori Dott. Stephan Dal Ri e Dott.ssa Michela Beni  – Rivista scientifica “il Fisioterapista” nr.6/1 novembre ’20 – febbraio ‘21, EdiErmes

Il colpo di frusta rappresenta nell’età moderna uno dei traumi più diffusi legati a incidenti stradali e può comportare una serie di problematiche che si sviluppano sia a livello muscolo-scheletrico (colpendo cervicale e testa) sia a livello cognitivo e psicologico. Quest’ultimo aspetto ha un ruolo fondamentale nel percorso di recupero, in quanto paura e catastrofizzazione del dolore (ovvero la tendenza ad avere pensieri eccessivamente negativi legati alla prognosi) rappresentano dei fattori decisivi per determinare l’efficacia della fisioterapia e il possibile cronicizzarsi dei sintomi.

La riabilitazione nei colpi di frusta deve quindi tener conto non soltanto degli aspetti prettamente fisici come il recupero della mobilità e il rinforzo delle strutture muscolari, ma anche degli aspetti biopsicosociali, che caratterizzano il soggetto che ha avuto il trauma, affrontandoli con le giuste misure.

Il fisioterapista possiede le competenze per affrontare al meglio questi aspetti, potenzialmente peggiorativi della prognosi, avvalendosi di tecniche che variano dalla terapia manuale all’esercizio, dall’educazione terapeutica alla somministrazione di scale di valutazione per il continuo monitoraggio del recupero psico-fisico del paziente. Un paziente che decide di affidarsi soltanto a una di queste tecniche, oltre alla possibilità di non raggiungere alcun risultato, corre il rischio di sviluppare problematiche associate non di minor importanza, quali stress post traumatico, ansia e depressione.

La letteratura scientifica evidenzia attraverso numerosi studi come sia importante questo approccio multimodale verso i disturbi associati a colpo di frusta, lavorando simultaneamente sia sulla diminuzione della paura del movimento attraverso terapie mirate, sia sul recupero funzionale attraverso schemi riabilitativi basati su esercizio e educazione. Questo tipo di riabilitazione porta ad accorciare i tempi di recupero, migliorare la prognosi ed evitare la cronicizzazione dei sintomi.